mercoledì 8 febbraio 2017

Gemma con Eva Green innamorate in 'Vita and Virginia'

E' da più di un anno che Gemma Arterton è nel progetto 'Vita and Virginia', film sulla storia d'amore tra Virginia Woolf e Vita Sackville-West. Prima non aveva regista, ma poi è entrata in campo la promettente Chanya Button (vedete il suo bel 'Burn Burn Burn' su NETFLIX) mentre era un mistero chi fosse l'interprete di Virginia Woolf. Si parlava di Romola Garai, ma pochi minuti fa è uscita la notizia che vicino a Gemma Arterton ci sarà Eva Green. La news arriva fresca fresca dal mercato di film di Berlino! 


Vi rinfresco la memoria sul film riproponendo quello scritto nell'autunno 2015: E' scritto da Eileen Atkins ed è basato sul suo stesso testo teatrale che ha debuttato nel 1992. "Vita and Virginia" è una cronaca di due donne che lottano per trovare conforto andando contro la società '.

Sono i ruggenti 1920 - e Virginia Woolf ha raggiunto l'apice della moderna letteratura mondiale per il suo libro più famoso, "Mrs Dalloway". Tuttavia nulla sembra lenire le tenebre che la affligge. Lei è impotente nel corso degli sbalzi d'umore che alternano maniacali vette creative con la malinconia soffocante, portandola all'isolamento. Leonard, il marito di Virginia, fa quello che può per sostenerla, come fanno i suoi amici Bloomsbury Group, ma questo è il prezzo che la Woolf paga per il suo particolare genio.
La malattia di Woolf, però, non ferma Vita Sackville-West dal corteggiarla con lettere di ammirazione. Vita ha un debole per la scrittura di Virginia - ed essendo lesbica, ammette di avere una cotta per Virginia stessa. Le lettere e le poesie di Vita obbligano Virginia in un corteggiamento che non viene quasi nascosto dai rispettivi mariti. Presto, Virginia è affascinato da Vita. Lei è tutto quello che Virginia non è - estroversa, diretta, in possesso di una personalità forte e magnetica, come Virginia scrive, "le gambe incredibili.


Vita si avventura nei lontani del Medio Oriente e inizia una serie di lettere d'amore a Virginia. Racconta le sue avventure all'amata così ricche di dettagli che ispirano il capolavoro della Woolf "Orlando". Il romanzo racconta le avventure di un eroe androgino che abita più vite sia come un uomo che come donna - un'espressione appena velata di risveglio romantico di Virginia per Vita. Al ritorno di Vita, le due donne consumano il rapporto - un passo importante per la sessualmente timida Woolf. Anche se lei gode della magia di contentezza per tutti i quindici anni della loro turbolenta relazione, Virginia perde la propria vita nel fiume Ouse.



Il legame tra Virginia e Vita continua a vivere nella letteratura canonica della Woolf, che gode di popolarità ancora di più oggi che nel corso della sua vita. "Vita and Virginia" è una storia senza tempo, raccontata in uno stile contemporaneo emozionante, di due donne che sfondarono le barriere sociali per trovare conforto in relazione proibita.


Katie Holly di Blinder Films (Love & Friendship) ed Evangelo Kioussis di Mirror Productions stanno producendo il progetto mentre Simon Baxter sarà produttore esecutivo per Mirror insieme alle protagoniste. Il film verrà presentato ai compratori durante l'EFM di Berlino.


Gianluca "Gian" Ercoli
Traduzione a cura di Gemma Arterton Italia




mercoledì 1 febbraio 2017

Gemma diretta da Julie Delpy in 'My Zoe'

Circa due mesi fa è uscita la notizia di Gemma Arterton nel cast di "My Zoe" scritto, diretto e interpretato da Julie Delpy. Parliamo un po' più approfonditamente di questo film!



Delpy interpreta Isabelle, una genetista che si sta riprendendo da un matrimonio malato e che sta crescendo sua figlia Zoe con il suo ex-marito. Zoe è tutto per sua madre, ma quando una tragedia colpisce la famiglia fratturata, Isabelle deve prendere in mano la situazione. 

Gemma sarà al fianco di Daniel Brühl nei panni di una coppia alla quale Isabelle chiede aiuto a Mosca mentre Lior Ashkenazy (Big Bad Wolves) interpreterà il nuovo fidanzato della protagonista. 

Il film, descritto come un emozionante e provocante dramma, sarà presentato questo mese all'European Film Market di Berlino. 

"Ho iniziato a prendere appunti per questo film più di venti anni fa", ha detto la Delpy. "Mi è venuto per la prima volta in mente parlando con Kieslowski sull'essere genitori, amore e destino. Il film è sull'amore incondizionato che ha un genitore per il proprio figlio. E' stato un processo molto lungo per scriverlo. Ho dato tutta la verità che avevo e spero che lo spettatore si possa rispecchiare!"

Le riprese ci saranno questa primavera a Londra. Non è stato ancora reso noto chi interpreterà il ruolo dell'ex marito della protagonista.


Gianluca "Gian" Ercoli

lunedì 30 gennaio 2017

Meeting Gemma: Saint Joan

Come scritto precedentemente nella pagina facebook della pagina, lo scorso Venerdì ho visto "Saint Joan" alla Donmar Warehouse per poi incontrare Gemma Arterton a fine spettacolo, la terza volta dopo il 2014 con "Made in Dagenham - The musical" e il 2016 con "Nell Gwynn".


LO SPETTACOLO:

Cominciamo a parlare dello spettacolo, uno dei più potenti e belli che io abbia mai visto. Sicuramente non per tutti i palati, ma la direzione di Josie Rourke è a dir poco magnifica. Un tavolo che viene imbandito in base alla scena posizionato sopra un girevole che si muove praticamente sempre a diverse velocità, che spesso serve a far aumentare ancora di più il pathos.

Il resto viene fatto da bellissime proiezioni e una fantastica regia luci. L'incontro e scontro del classico contro il moderno funziona meravigliosamente. La protagonista è l'unica a essere vestita con abiti classici, ma cambia nell'avanzare della storia. Veramente interessante e geniale come allestimento con un'impeccabile lavoro sul testo asciugato di circa un'ora e mezza (il testo originale di Shaw dura sulle quattro ore). 

Gemma è già in scena quando il pubblico entra (mia foto dalla seconda fila)
Il cast è solido come pochi: Fisayo Akinade caratterizza perfettamente il Delfino, impeccabili Matt Burdock, Niall Buggy, Simon Holland Roberts fisicamente perfetti nel loro ruolo. Eccellente sia Elliot Levey che Rory Keenan senza dimenticare Syrus Lowe nel suo doppio ruolo caratterizzati in modo diverso sia con il corpo che con la voce. Emozionanti Richard Cant (specialmente nel finale) e la celebre star del West End Hadley Fraser nei panni di Dunois.

Gemma Arterton regala la sua migliore performance! Lei rappresenta ogni sfaccettatura della Giovanna D'Arco, da ragazza innocente a guerriera sporcata dalla guerra per arrivare a donna innocente ferita, torturata e sola. Un ruolo notoriamente difficilissimo che lei affronta e vive in maniera a dir poco magistrale. Parliamoci chiaro: questo spettacolo lo affronti solo se sei una grande attrice, altrimenti ci rimetti tutta la credibilità sudata negli anni. Gemma è stata definita la Helen Mirren della sua generazione e non possiamo non dare torto. Gli ultimi venti minuti raggiunge picchi di intensità sbalorditivi. Straziante!

Vi consiglio, quindi, di recuperare lo spettacolo che è in scena fino al 18 Febbraio. Per chi non potrà andare tranquilli che verrà proiettato nei cinema di tutto il Mondo il 16 Febbraio per il National Theatre Live. Vi terrò informati per eventuali proiezioni italiane.

Io il 27 Gennaio con Gemma Arterton 
L'INCONTRO:

Sin dalla prima volta che sono andato a vedere Gemma le ho fatto arrivare un mazzo di fiori in camerino sempre come un in bocca al lupo prima dello spettacolo. Nel 2014 ci siamo fatti una foto e non avevamo parlato molto, l'anno scorso dopo "Nell Gwynn" mi aveva sorpreso che lei si ricordasse di me e che mi si fosse avvicinata ringraziandomi dei fiori senza che io avessi avuto modo di dire mezza parola (per poi parlare un po'). L'estate scorsa le ho fatto arrivare un meraviglioso artwork fatto per l'occasione da Nicola Roversi come in bocca al lupo per la produzione di "Saint Joan" e anche lì si ricordava perfettamente di me, ma l'incontro di Venerdì ha superato le mie aspettative!

Dopo appena cinque minuti dalla fine dello spettacolo vedo Gemma uscire dal teatro vicino a Fisayo Akinade, suo partner anche in "The Girl With All The Gifts". Stringe una mano a sinistra, qualche altra a destra e appena uscita un suo fan le chiede un autografo. Lei gentilmente come suo solito risponde "sì, certo, ma..." (e qui arriva un GRANDE MA) "... prima devo salutare una persona!". 

Abbraccio con lacrime
Si avvicina, quindi, a me ancora commosso dallo spettacolo e mi dice in italiano "grazie dei fiori!". In questo punto non riesco più a trattenere le lacrime e la abbraccio mentre lei mi ringrazia. Le spiego il perché sono in questo stato: "sai Gemma, io ho amato Giovanna D'Arco sin da quando ero bambino e ho trovato la tua performance veramente grande perché non la fai sembrare una pazza, ma tu la fai sembrare sempre.." Lei mi continua il concetto: "Sì, lucida!". 
Continuo dicendo che penso sia questo uno dei lati più difficili del personaggio e lei si trova ancora d'accordo con me. Concludo dicendo che potrebbe far arrivare le persone a credere in Dio per quanto vive il personaggio.

Dopo questa prima parentesi le ho dato una collana che ho fatto fare a mia madre come regalo anticipato di compleanno. Molto nel suo stile e ha apprezzato moltissimo abbracciandomi di nuovo. Come ultima cosa ho tirato fuori la mia copia del blu-ray di "The Girl With All The Gifts" e me l'ho fatto autografare dicendole di averlo adorato, di aver letto il libro in passato e di averla trovata una perfetta Justineau. Durante l'autografo ha iniziato a scherzare con i miei tre amici presenti con me che ironizzavano sul fatto di essere miei assistenti in questi momenti emozionanti (grazie Raffaella, Roberta e Leonardo!). Lei, contentissima che ho amato il film, mi abbraccia ancora e mi dice "grazie del supporto". Capito? Grazie del supporto! La frase più bella che potevo ricevere dopo quasi quattro anni di Gemma Arterton Italia! Non sono un fan invadente, ma rispetto la sua privacy, il suo lavoro e le sue scelte: vuoi che la comprendo visto che siamo, anche se mi fa strano dirlo, colleghi. 

La consegna della collana
Venerdì scorso si è rapportata con me come se fossimo amici di vecchia data: affettuosa, disponibile, sincera, umile come suo solito. Sono sempre più contento di supportare Gemma Arterton, enorme esempio di grande talento che convive con tanta umiltà. Posso dire sempre di più di conoscere la mia attrice preferita e che lei si ricorda benissimo di me. Questa volta ho condiviso anche i miei pensieri sulla sua performance con lei e abbiamo parlato un sacco dopo che mi ha trattato in modo 'privilegiato' (il fatto di aver dato la precedenza a me nei confronti dell'altra persona ad aspettare) senza che io le avessi chiesto niente. Cosa posso desiderare di più?

Chiudo, così, questo racconto di "Saint Joan" che condivido con tutti voi followers di Gemma Arterton Italia!


Gianluca "Gian" Ercoli 

martedì 27 settembre 2016

'E' più facile adattarsi e stare zitti'


Se tu chiedi a Gemma Arterton se si pente delle sue scelte fatte a inizio carriera, lei ti guarderà dritto negli occhi dicendoti che è complicato. L'anno in cui si è diplomata alla Rada lei è apparsa in RocknRolla di Guy Ritchie; in una commedia inglese con Mackenzie Crook; come protagonista in Tess of the D'Urbervilles; e come la Bond girl Strawberry Fields in Quantum of Solace. Da qui, lei è andata dritta ai blockbuster Prince of Persia: Le sabbie del tempo e Scontro tra titani. Nel suo primo giorno di lavoro in Quantum of Solace lei ha girato la sua scena della morte, giacendo nuda per due ore sul letto di Bond, ricoperta di olio nero. Sembra adesso che questa esperienza le abbia dato modo di pensare.

E' un caldo pomeriggio a Soho e lei sta mixando un drink e lo gira nel modo rilassato di qualcuno che è tornato a casa per stare in vacanza con i suoi migliori amici; è abbronzata, lentigginosa, dalla risata facile. Nel weekend, per il party in ritardo dei suoi 30 anni, lei mi ha detto che si esibirà in "No Scrubs" delle TLC. Improvvisamente lei si mette a rappare. "See if you can't spatially expand my horizon. Then that leaves you in the class with scrubs, never rising.." e poi le mie mani stanno battendo, perché questo è quello che succede alle tue mani quando una ragazza rappa spontaneamente.

Noi siamo alla Dean Street Townhouse - e il sole ha portato fuori celebrità come la pioggia fa con le lumache. Ogni tavolo è a due posti. Arterton sembra profondamente a suo agio con sé stessa, rendendo le sue storie riguardo la rabbia che ha soppresso - riguardo le sue "uscite di testa" dopo le brutte esperienze a lavoro, riguardo la decisione di non fare film del tutto - tutti i più avvincenti.

E' successo lentamente. Una volta, lei ha ricordato, stava lavorando in un film dove, fatta eccezione della make-up artista, lei era l'unica donna sul set. "Tutti si comportavano così male, gente che veniva licenziata a sinistra, destra e al centro. Era tutto solo potere, potere, potere". L'ha odiato.  "Dopo quello, per un po' io ero 'Fanculo' lavoro, perché ero arrabbiata con l'industria. Volevo fare questi film aggressivi per mostrare che fossi una badass e che potevo uccidere persone."


Nel 2010 ha detto a GQ che voleva lavorare con registi "che mi rispettano, che non mi vedono come un pezzo di sedere", una frase dove persone, incluso Simon Edge dell'Express, trovando il pretesto, invitando alla risposta un critico di serie A : "Parliamo chiaro, lei non sta entrando nella grande Hollywood per le sue doti attoriali. Per quanto possa interessare agli studio lei è di base una donna inglese sessualmente attraente un po' a mercato"

"Così è arrivato un punto, circa quattro anni fa," ha detto, "dove ho deciso che non potevo farne più".

Cosa vuol dire essere un attore oggi? Essere una star? Il talento e l'abilità non sono abbastanza, né la bellezza, l'abilità di camminare con sicurezza dalla spiaggia in bikini, né l'abilità di comandare una stanza. Né le buone recensione. Né un agente con gli artigli. La tua personalità deve essere perfettamente calibrata con la tua vita virale. Devi condividere le tue intimità delle tue relazioni e cene online, e costruire una comunità di followers, invece dei fans. Le tue frasi devono essere titillanti, ma non controverse, tu devi essere a tuo agio sia in Amleto che in Mail Online. Forse perché è stata gettata così lontano così velocemente - dall'infanzia in Gravesend con un padre saldatore e una mamma donne delle pulizie, dritta a Hollywood, Arterton inizia a prendere il controllo solo ora.

"C'è stato chiaramente un momento dove ha dovuto prendere un respiro profondo," dice lo sceneggiatore di film Danny Leigh. Lei ha fatto Prince of Persia, Hansel & Gretel: "Film piuttosto orrendi, probabilmente esperienze piuttosto non gratificanti, e buoni esempi del percorso di guerra che deve fare un giovane attore inglese. Ma specificatamente, un attore proveniente da una classe operaia."

Gemma Arterton è Helen Justineau in 'The Girl With All The Gifts' dal 23 Settembre nelle sale inglesi

Mentre attori come Keira Knightley a Carey Mulligan sono andate dritte nel cinema serio, Arterton ha debuttato in St Trinian's. "I giovani attori provenienti da una classe operaia vengono incanalati sia nelle soap che in drammatici della TV o, se riescono a fare dei film, un cinema molto tipico di realismo sociale," dice Leigh. "Culturalmente sono visti come se non abbiano lo stesso peso drammatico o raggio interpretativo dei loro colleghi di mezza classe. Ci si sente come se fosse più accettabile trattarli come oggetti sessuali."

Arterton poi, anche se di successo, era vista come "vivace" e "arzilla", "e tutti questi oscuri cliché sulle giovani donne provenienti da classe operaia", dice Leigh. "E ci vuole un regista molto impavido per far mandare in aria questa persona pubblica."
E' interessante, ha aggiunto, guardare ai film che lei non ha fatto - specialmente Under the Skin, un film dove è stata scaricata in favore di Scarlett Johansson. Invece nel dramma serio Suffragette, lei era nel musical di Made in Dagenham. "E una delle cose maldestre di Suffragette era che aspirava chiaramente a parlare dell'esperienze di donne del proletariato, ma era cast della classe media a farlo. Riesco a vedere quello stesso script con Gemma Arterton come protagonista, e attualmente penso che sarebbe stato più eloquente e vero," lui dice. "Lei mi sembra molto più intelligente di quello che le è stato permesso di essere."

Mentre stiamo al tavolo, l'accento della Arterton striscia dolcemente tra l'essere posh e non, e parla con le sue mani sul tempo che passa. Nel 2010 ha sposato l'uomo d'affari italiano Stefano Catelli. Nel 2015 ha divorziato da lui. Ha rifiutato parti, ha imparato il francese. E' stato quando Arterton ha realizzato che c'era un'altra carriera da avere, dove lei non doveva continuare in un percorso lastricato di cadaveri nudi, che è tornata a fare film. Film più piccoli. Producendo.

"E' stato come quando ti guardi e pensi: 'Perché scelgo amici così fantastici e ragazzi così cattivi? E' stato lo stesso con il lavoro," ha detto. "Ho deciso di circondarmi di persone che 'lo capiscono'. Lavorare in modo diverso. Più giovani, più piccoli, film dal budget più basso."

Parte di questo è stata la decisione di parlarne. Riguardo l'immagine del corpo ("Perché [essere una taglia zero] va a braccetto con la professione attoriale? Non dovrebbe"), sulla disparità di pagamento ("Parte della ragione sul perché non si parla parità di pagamento è perché noi siamo timidi a parlarne. Se noi possiamo ottenere alle compagnie di pubblicare [calcoli], noi saremo capaci di vedere per noi stessi") riguardo il candore dell'industria cinematografica, e la classe, e il femminismo. La sua voce si è unita a un brusio di voci in crescita, che stanno domandando.

Gemma Arterton giurata dell'ultima Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia
Nei film, persone come Geena Davis hanno iniziato a fare una campagna sulla rappresentazione di donne sullo schermo, e il Bechdel Test ("Questo film ha almeno due donne che parlano tra loro di qualcosa diverso da un uomo?") è diventato ampiamente dibattuto. E' stato parte di una conversazione più grande, dove donne hanno iniziato a condividere le loro storie sui social e in posti come l'Everyday Sexism project - allontanarsi dall'accettato, silenzio pesante.

E' per questo che la domanda sul rimpiato è complicata. Dieci anni fa, quando è passata da studentessa di arte drammatica a star (o "attrice oggetto sessuale"), Arterton sa che non sarebbe durata a lungo se fosse stata schietta come oggi. 

"Era un tempo differente, e non solo per me," ha detto. "Quando ho iniziato a parlare di come non mi piace parte del mio lavoro, parlando dell'immagine del corpo, mi sono messa nei guai. Così mi sono fermata."

Ma più stronzate vedeva, tanto più si sentiva respinta, trattata come oggetto, arrabbiata, più sentiva il bisogno di parlare. E oggi, mentre inizia a produrre i propri progetti, concentrandosi sul teatro (entro la fine dell'anno sarà la protagonista del notoriamente difficile Saint Joan alla Donmar Warehouse), abbassando i grandi budget, ruoli che si fanno notare solo per il bell'aspetto, lei crede che quel viaggio, quegli shock, siano stati necessari per finire con una carriera di cui è fiera.


"E' più facile adattarsi e stare zitto. Questo è il modo in cui è sempre stato con le donne. Più facile di mettersi là fuori e avere un parere, a cui qualcuno potrebbe reagire. Sono sicura che ci sono persone le quali non vogliono lavorare con me perché pensano che io sia difficile - 'una di quelle ragazze femministe' - ma ad essere onesti con voi io non voglio lavorare con loro. E va bene. Adesso."

Finisce il suo drink. "Sta accadendo una rivoluzione, ma nel suo modo inglese tranquillo, perché le persone lavorano in modo fottutamente intenso, ed è difficile da vivere, e ognuno ne ha abbastanza di essere fottuta. Guardate Philip Green - la gente è arrabbiata in questo momento, e ora sono incoraggiati a farsi sentire. E' un momento emozionante."

Una testa sbuca da dietro l'angolo. "Scusate l'interruzione." E' Steve Coogan. Un altro. "Ehilà!" Rob Bryden. "Gemma volevamo solo venire e dire che siamo tuoi enormi fan, e..." Questo diventa un po' sfocato dopo. Alcuni complimenti reciproci, uno scambio di battute, baci sulla guancia, una battuta sugli agenti. Loro vanno via. Gemma si gira verso di me, raggiante. "Scusami! Perbacco. Che cosa stavamo dicendo?" Ancora sorridendo. 

Il progetto che sta promuovendo oggi è The Girl With All The Gifts con Paddy Considine e Glenn Close - un thriller crudo e raffinato, viene pubblicizzato come un "nuovo tipo di zombie movie" con protagonista una bambina (Sennia Nanua, che aveva 12 anni quando è stato girato il film). Arterton è stata attratta dalla storia perché sembrava, lei dice: "Particolarmente rilevante in questo momento, con l'immigrazione e ora Brexit. Con l'accettare che il modo naturale in cui si evolve la natura è di muoversi".

Arterton interpreta un'insegnante empatica, una sorta di Miss Honey armata di pistola in un Matilda zombificato.  A un certo punto del film, la ragazza chiede a Considine perché gli esseri umani devono sopravvivere, mentre gli zombie "hungries" devono morire. E' solo perché gli umani sono arrivati prima? Inoltre, Arterton ha voluto lavorare con la produttrice, Camille Gatin. "Camille mi ha detto che erano andati a degli incontri con i finanziatori dove alcuni di questi dicevano: 'Si può fare questo personaggio al maschile? Ci sono troppe donne in questo prodotto.' E lei ha detto solo: '..Ciao'" 

Gemma Arterton e la debuttante Sennia Nanua in 'The Girl With All The Gifts'
Uno sceneggiatore mi ha raccontato la sua esperienza nel sedersi con la Arterton in un incontro simile, dove ci sono stati finanzieri che, ha detto, l'hanno bombardata di domande sessiste. Si aspettava che lei uscisse - invece, si meravigliò, con calma ha stracciato le domande, preso il controllo della stanza, lasciandola con il denaro. Arterton ridacchia quando le chiedo a proposito di questo. "A volte mi dispiace per gli uomini moderni." Sospira. "Sto leggendo questo libro sorprendente, All the Single Ladies di Rebecca Traister, sul femminismo e sul matrimonio, e che cosa significa ora che, finanziariamente, le donne non hanno più bisogno degli uomini. E' nell'incontrare uomini come quei ragazzini di città che, pero', mi fa venir voglia di produrre più film con quelli che loro chiamano 'personaggi simpatici'. Sfidarli."

Arterton è entusiasta di un film che girerà entro la fine dell'anno, interpretando una donna che fugge da suo marito e figlio. Si chiama The Escape. "Dominic Cooper interpreta mio marito. Lui e io stavamo parlando di come guardiamo spesso alle persone che tornano a casa sposati giovani e hanno figlio e noi invidiamo le loro vite..." si affievolisce, sorridento. "Mi dispiace - quella cosa con Steve Coogan e Rob Bryden, è stato forte vero?" Sì. "Hai intenzione di scriverlo?". Sì. "Oh bene, grazie." Lei ridacchia.

Ora che si sta muovendo verso la produzione, alla Arterton è stato dato quello che lei chiama "l'elenco". Giù in un lato ci sono i nomi degli attori e giù per l'altro c'è la loro classificazione. "Si va dalla A+ fino in fondo. In cima ci sono le persone come Emily Blunt, o chiunque sia stato nominato a un Oscar. Io sono B-, il che significa che non sono così 'finanziabile'. La mia bancabilità sarebbe salita se avessi fatto un blockbuster. Se solo potessi essere più come Gary Oldman, il quale tira fuori, ma con calma, film d'azione che a nessuno interessa di vedere, che significa che tra due anni gli sarà concesso di fare quello che vuole."

Più che si parla più sembra bizzarro il suo lavoro. "Bizzarro per tanti motivi", dice. "Anche solo la parte della recitazione. Perché se si mente su qualcosa abbastanza a lungo poi si comincia a crederci. Inizia a diventare la verità per te. Con Saint Joan andrò a prendermi uno spazio dove andrò a morire in un minuto, spesso due volte a giorno."

Uno dei modi in cui sta cercando di rimanere sana di mente, di prendere il controllo, è cancellando tutti i social dal suo telefono cellulare. "Ho un'amica al quale è stato detto che deve mettere più 'outfits del giorno' e immagini regolari del suo cibo, perché un sacco di casting per i film avviene sui social media. La gente che mette i soldi dice: 'Bé, loro hanno 3 milioni di followers, mentre quell'altro attore ne ha solo 1000, quindi...' Ma sono determinata a fare le cose diversamente. E questo è solo perché mi ha informata la mia carriera degli esordi. Ora so di che cosa voglio parlare, quello che voglio esplorare. Questo è il posto delle donne nel mondo. E tutte le cose che sto producendo, tutte le storie che voglio raccontare prossimamente, sono esattamente su questa cosa."

Il cameriere ha bisogno del tavolo - abbiamo concluso il tempo a nostra disposizione - così ci troviamo su poltrone vicino a metà del cast di Made in Chelsea. In un momento di tranquillità li sento sospirare di essere stati invitati a inserire nel cast un po' di 'amici non bianchi'. Arterton allarga i suoi occhi verso di me con la bocca 'Oh mio Dio', e sposta la sedia per guardare meglio. Si siede di nuovo, ridacchiando. 

La sua nuova carriera le si addice. Qual è il prossimo passo? "Tu ascolti il podcast Guilty Feminist?" Lei lo raccomanda, in particolare l'episodio in cui i presentatori si sfidano a vicenda nello smettere di cercare di essere simpatici. Arterton va nel personaggio di una donna che sta organizzando un incontro. "Invece di fare: Ciao, sì, non so se ti ricordi di me, ci siamo incontrati tipo qualche anno fa? So che sei stata molto occupata, stai facendo cose incredibili, wow, congratulazioni per questo! In ogni caso, qualunque sia, così ho avuto questa piccola idea, e voglio dire, probabilmente non ti va, ma ho pensato che forse potremmo prendere una tazza di té, lo sto comprando! Ma non preoccuparti se non puoi...' "Lei è centrata. Si mette a sedere dritta. "Invece lei ha detto: 'Ho un'idea sorprendente, incontrami Mercoledì alle due'" Getta le mani, come se: "Così semplice! Quest'anno, sarò sempre me stessa. Niente scuse."

Traduzione dell'articolo di Eva Wiseman per The Observer a cura di Gemma Arterton Italia
Testo originale qui 


Gianluca "Gian" Ercoli

sabato 10 settembre 2016

Arterton e Dominic Cooper protagonisti di 'The Escape'


Independent ha raccolto i diritti di vendita internazionali di "The Escape", un dramma su una donna che abbandona suo marito e i figli. Il film, che sarà diretto da Dominic Savage ("Love+Hate", "Frefall") ha come protagonisti Gemma Arterton e Dominic Cooper, i quali tornano a lavorare insieme dopo "Tamara Drewe - Tradimenti in campagna" di Stephen Frears. 

In questi giorni sarà presentato agli acquirenti al TIFF (Toronto International Film Festival) e, dopo che la sceneggiatura è stata lavorata per diversi mesi, le riprese inizieranno il prossimo mese nel Regno Unito e Francia. 

" 'The Escape' sarà un'esplorazione del matrimonio e della maternità," ha detto la Arterton. "E' franco, onesto e per nulla dispiaciuto dal punto di vista della donna. Sarà estremamente personale. Attendo con ansia di girarlo, circondata da persone di cui mi fido e che comprendono le intenzioni, scavando a fondo e scoprendo la verità."

Il film è prodotto da Guy Heeley ("Locke", "London Spy") per Shoebox Films. Lorton, fondata da Julian Bird, sta finanziando e prendendo i diritti per il Regno Unito.

E' a bordo il direttore della fotografia Laurie Rose ("Free Fire", "High-Rise") come il direttore del montaggio David Charap (“Sunset Song,” “The Woman in the Fifth”). La responsabile casting è Shaheen Baig (“A Monster Calls,” “Locke,” “Free Fire”). I costumi saranno disegnati da Liza Bracey (“The Girl With All the Gifts,” “Il bambino con il pigiama a righe”).
Andrew Orr della Independent ha detto: “The Escape” tratta con un soggetto che è ancora molto taboo nella nostra società - una donna che ama i suoi bambini, ma che non si sente completamente soddisfatta dal ruolo di essere una madre."
Savage ha detto: "Non vedo l'ora di imbarcarmi in questo viaggio di verità e rivelazione che racconterà questa storia importante di maternità, matrimonio, responsabilità e libertà."

Gianluca "Gian" Ercoli

venerdì 2 settembre 2016

Il lavoro sulla guerra di Gemma potrebbe essere il suo migliore finora

Il lavoro sulla guerra di Gemma potrebbe essere il suo migliore finora: Arterton si unisce a un cast impeccabile in un film sullo sforzo propagandistico durante la Seconda Guerra Mondiale



Gemma Arterton stava parlando come, quando gli uomini andavano in guerra, le donne andavano a lavorare.
'Gli uomini erano fuori a combattere e improvvisamente, le donne stavano facendo lavori che una volta erano il dominio del popolo maschile', l'attrice me l'ha rivelato quando abbiamo parlato riguardo il suo nuovo grande film, Their Finest, dove lei interpreta Catrin, un'autrice di testi pubblicitari assunta da un'unità cinematografica di propaganda del governo durante la Seconda Guerra Mondiale.
'Presto, le donne stavano lavorando nelle fabbriche, facendo le pallottole e le bombe. A un certo punto, il mio personaggio dice a suo marito che non ha più bisogno di essere mantenuta perché lei guadagna abbastanza per badare a sé stessa,' ha aggiunto Gemma.

Il film parla di come Catrin si sposti dal Galles (sua terra natia) a Londra dove vive con il marito artista. Lei, poi, incontra Tom Buckley (interpretato dalla star di Hunger Games Sam Claflin), un produttore di film liberamente ispirato a Michael Balcon che, durante la guerra, ha fatto una decina di immagini di propaganda come Went The Day Well? (Andata bene la giornata?) e The Foreman Went To France (Il capo è andato in Francia).

Questi film erano parzialmente scritti da Diana Morgan, una delle ispirazioni per il personaggio di Gemma. Presto, Catrin sta scrivendo una sceneggiatura su due sorelle che usano la barca del padre per salvare soldati da Dunkirk.

Bill Night nei panni di un attore un tempo famoso, lasciato alle spalle dopo che i suoi giovani colleghi sono dovuti partire per la guerra, è protagonista di questo avanzato film in Technicolor dentro il film e lui con la Arterton ha diversi gran momenti.
Ma c'è una forte chimica tra tutto il cast; e qualche momento commovente con Arterton e Claflin.

Come ha annotato Lone Scherfig, la regista: 'Gemma è veramente bellissima...ma questo dà a lei l'opportunità di mostrare la sua sagacità e i suoi tempi comici in un ruolo drammatico.'
Claflin, anche, è al top della forma.

I produttori Stephen Woolley e Amanda Posey hanno ottenuto lo sceneggiatore Gaby Chiappe, il quale ha adattato il romanzo di Lisa Evans Their Finest Hour And A Half; e Woolley ha creato una bobina di riferimento di filmati da immagini di guerra del tempo del calibro di David Lean, Michael Powell e Emeric Pressburger. 'Erano film popolari che sarebbero arrivati con un messaggio,' ha detto Woolley.
Il pubblico cinematografico durante la guerra desiderava l'evasione del film ma, come ha osservato il produttore Posey: 'Volevano anche uno sbocco per il loro dolore, in modo da sfogarsi piangendo, ma rimanendo con la speranza, nel buio.'

Il film (il quale sento sia uno degli migliori dell'anno) funziona grazie a un cast impeccabile su tutta la linea - in aggiunta alla Arterton, Claflin e Nighy, Rachel Stirling, Eddie Marsan e Helen McCrory sono anche al loro meglio.

E, inoltre, è un film veramente British, e la sensazione che non sia di questi lidi può essere attualmente un vantaggio per la regista Scherfig (una danese).
'Forse è perché non sono inglese, io sono capace di esprimere meglio l'amore (per gli inglesi),' ha detto. 'Voi inglesi siete abbastanza modesti, e critici con voi stessi. Però io posso esprimere orgoglio in Inghilterra, e orgoglio nei film inglesi, senza avere un'agenda nascosta.'
Their Finest sarà mostrato il prossimo weekend al Toronto International Film Festival, e ha un'apertura di gala al BFI London Film Festival il 14 Ottobre.


Traduzione a cura di Gemma Arterton Italia
Questa la fonte originale. Vietato prendere questo articolo, anche in parte.


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Per sapere tutto su Helen McCrory andate qui


Gianluca "Gian" Ercoli











giovedì 4 agosto 2016

Locarno Film Festival: Intervista a Gemma Arterton


Gemma Arterton, i tuoi personaggi spiccano non solo per essere di bello aspetto e seducenti, ma per avere un carattere forte e combattivo. E questo è confermato dal tuo ruolo in The Girl With All The Gifts...
Quello che ha spiccato per me nel film, è il fatto che non ci sia una storia romantica con nessuno dei personaggi. Tipicamente nel cinema, un personaggio come Helen si innamorerebbe di uno dei suoi compagni, ma qui non lo fa. Tutti i personaggi hanno una missione, ed è quella di sopravvivere. Naturalmente, io vedo il mio personaggio come una donna amorevole, sensibile e umana, il fatto che lei debba combattere è solo risultato della sua situazione. Ma, sì certamente, sono sempre attratta da personaggi forti.

Cosa ti è piaciuto di più del tuo ruolo e come ti sei preparata per interpretarlo?
Amo il senso di umanità che ha Helen. Credo che lei capisca che cose in senso ampio, molto di più degli altri personaggi che cercano disperatamente di salvare se stessi. Lei realizza che deve sacrificare sé stessa nella sua vita per continuare. Lei è una donna molto amabile e cortese, in un mondo pieno di orrore e pena. Penso che questo fa di lei incredibilmente coraggiosa e forte. Ero nel mezzo delle riprese di un film completamente differente dove avevo dovuto fare un sacco di preparazione e un accento difficile, così quando ho iniziato questo film ero così emozionata di saltarci solamente dentro. Non c'è stata preparazione da fare, la quale penso abbia giovato le riprese. Tutti noi abbiamo aderito e iniziato subito.

Il cast è un mix di attori con esperienza, come Glenn Close e Paddy Considine, e debuttanti, come la giovane protagonista. Come sono andate le riprese?
Le riprese sono state veramente collaborative. Ho amato il fatto che la nostra attrice protagonista sia stata una debuttante, significando che il resto di noi eravamo di supporto a lei. C'era una grande energia sul set, dove ognuno giocava nel mezzo delle riprese e scherzava con l'altro. Le riprese erano psicologicamente impegnative per tutti, quindi questi momenti di divertimento sono stati così importanti. Veramente, è grazie a Colm McCarthy che le cose sono andate così bene. E' stato un capitano della nave brillante e ha mantenuto tutti positivi e concentrati.

Leggende dicono che sei stata scelta tra 1500 attrici per il ruolo della Bond girl in Quantum of Solace. Che ricordi hai di questa esperienza?
Sembra un tempo tanto lontano, quasi dieci anni! Ma i miei ricordi sono tutti buoni. Mi ricordo di essermi sentita parte di una famiglia. Barbara Broccoli e Michael G. Wilson hanno creato un set accogliente, che apprezzai tantissimo a quel tempo e io avevo così poca esperienza. Mi sono sentita di essere parte di una cosa così inerentemente British e iconica.

Può sembrare quasi un paradosso, ma nello star system forse non lo è: spesso la grande bellezza può trasformarsi in una trappola. C'è rischio di rimanere intrappolati in molti ruoli stereotipati?
Penso che queste grandi, grandi bellezze là fuori, possano trovare frustrante che la gente non riesca a vedere oltre l'apparenza estetica. Posso immaginare che loro debbano cercare ruoli che invertiscano questo giudizio, e dove loro possono sciogliersi e mostrare che  possono interpretare ogni personaggio.

Tu sei parte di un grande gruppo di attori inglesi che hanno iniziato sul palco e che poi si sono mossi nel cinema e a Hollywood, senza troppi problemi.
Una delle cose più belle che rimane ancora nel Regno Unito è la nostra tradizione teatrale. Penso che la maggiorparte degli attori nel Regno Unito si formino prima per il palco e che poi cadano nei film, quasi per caso. Penso che il beneficio di questo significhi che, per un attore, hai più libertà e capacità di interpretare personaggi da ogni periodo e stile di lettura. La formazione è molto importante se vuoi una lunga e variegata carriera attoriale.

Ti abbiamo visto in una varietà di film, che passa dal drammatico al romantico alla fantascienza. C'è un genere che tu preferisci? 
Non ho nessun genere preferito. Uno dei più grandi piaceri del mio lavoro è di cambiare sempre e rimango sempre sorpresa da quello che mi viene offerto. Non vado mai fuori senza avere un obiettivo di quello che voglio fare, e suppongo che è per questo se il mio lavoro da tempo è così variato.



(Traduzione a cura di Gemma Arterton Italia di questa intervista fatta da Lorenzo Buccella al 
Locarno Film Festival. Vietato prendere anche in parte)